Sotto richiesta del mio picci, scrivo questo post, anche se al momento non so bene come fare affinché non vengano fuori una serie di parole senza senso.
Ci proviamo.
Prendo spunto dalla recente conversazione avuta con Leo, che mi aggiorna sui suoi amici:
“Sai la Vale di Luca?”
“E’ incinta” lo precedo io
“Come hai fatto ad indovinare?”
Piuttosto facile: un gruppo di 4 coppie di amici, a ruota si sono sposati, a distanza di un anno l’una dall’altra, e adesso è la volta dei figli, sempre a ruota, a distanza di un anno una coppia dall’altra.
Avete presente le gite a cavallo, quelle nelle quali un gruppo di persone (che si conoscano o meno) salgono su dei cavalli addestrati e fanno un’allegra scampagnata?
Io le adoro. I cavalli stanno tutti in fila indiana, il primo guida la fila, gli altri non hanno bisogno che qualcuno controlli dove stanno andando: ogni cavallo segue il culo del cavallo che ha davanti.
A meno che uno dei cavalli non sia preso all’improvviso da un bisogno impellente, continuerà imperterrito a seguire il culo di quello davanti, noncurante di dove lo porti quest’ultimo. Oddio, in realtà a pensarci bene, anche nel caso di un bisogno impellente il cavallo continua a seguire la fila, dando un bruttissimo spettacolo a chi segue il suo culo..
Ho notato che questa caratteristica non è propria solo dei cavalli.
Studiando all’università (e ne ho un’esperienza quasi decennale) mi sono accorta che si tende a seguire il culo di qualche altro studente. Gli esami dati finiscono per essere confrontati con quanti esami ha dato il cavallo con cui stiamo studiando insieme: se siamo in pari la nostra coscienza è apposto, altrimenti nascono i sensi di colpa, e, incredibile, spesso questo avviene indipendentemente dalla cosa più importante: quanto diavolo effettivamente ci stiamo mettendo a dare gli esami!
Guardandomi intorno, ho osservato che questo confronto vale per la laurea, per il lavoro, per i fidanzati, per i matrimoni, per i figli, per i divorzi, insomma, direi che vale per un sacco di cose.
“si stanno sposando tutte le persone che conosco”
Ok, siamo nell’età giusta per sposarsi… ma…
“incredibile, quest’anno si stanno lasciando tutte le coppie che conosco!”
Anche nell’età giusta per lasciarsi?
Mi domando cosa accada quando ci si affianchi ad un cavallo troppo veloce o troppo lento, rispetto al quale non riusciamo a mantenere il passo, perché troppo diverso dal nostro modo di procedere, e mi viene in mente che la cosa più semplice è cercarsi nei dintorni un cavallo che ci vada più a genio, così da riconquistare un po’ di tranquillità per un altro po’ di tempo…
Sfido chiunque a riflettere sulla propria cerchia di amici, quella più “intima”, e a trovare persone con un percorso di vita totalmente diverso dal proprio.
Come psicologa mi vengono in mente due cose:
la teoria del confronto sociale di Festinger, secondo la quale buona parte di ciò che pensiamo di noi stessi deriva da un confronto che facciamo con gli altri, per cui la nostra stessa identità e la nostra autostima, è condizionata da questo confronto, e, seconda cosa, l’euristica della disponibilità, un processo mentale automatico che porta erroneamente a pensare che una cosa sia vera semplicemente perché ci vengono in mente più esempi che confermano la nostra teoria piuttosto che esempi contrari.
Insomma, sia che la mia riflessione sui culi e i cavalli non sia il massimo dell’originalità perché Festinger aveva detto qualcosa di simile diversi anni orsono, sia che la mia teoria sia totalmente inattendibile a causa di una “scorciatoia del pensiero” che mi porta a pensare che la mia esperienza e quella delle persone che conosco sia l’esperienza di tutti, non ne esco molto bene… però che dire, l’idea dei culi e dei cavalli mi fa così sorridere che non sono riuscita a trattenermi dal condividerla!
E tu, sei culo o cavallo?
Ci proviamo.
Prendo spunto dalla recente conversazione avuta con Leo, che mi aggiorna sui suoi amici:
“Sai la Vale di Luca?”
“E’ incinta” lo precedo io
“Come hai fatto ad indovinare?”
Piuttosto facile: un gruppo di 4 coppie di amici, a ruota si sono sposati, a distanza di un anno l’una dall’altra, e adesso è la volta dei figli, sempre a ruota, a distanza di un anno una coppia dall’altra.
Avete presente le gite a cavallo, quelle nelle quali un gruppo di persone (che si conoscano o meno) salgono su dei cavalli addestrati e fanno un’allegra scampagnata?
Io le adoro. I cavalli stanno tutti in fila indiana, il primo guida la fila, gli altri non hanno bisogno che qualcuno controlli dove stanno andando: ogni cavallo segue il culo del cavallo che ha davanti.
A meno che uno dei cavalli non sia preso all’improvviso da un bisogno impellente, continuerà imperterrito a seguire il culo di quello davanti, noncurante di dove lo porti quest’ultimo. Oddio, in realtà a pensarci bene, anche nel caso di un bisogno impellente il cavallo continua a seguire la fila, dando un bruttissimo spettacolo a chi segue il suo culo..
Ho notato che questa caratteristica non è propria solo dei cavalli.
Studiando all’università (e ne ho un’esperienza quasi decennale) mi sono accorta che si tende a seguire il culo di qualche altro studente. Gli esami dati finiscono per essere confrontati con quanti esami ha dato il cavallo con cui stiamo studiando insieme: se siamo in pari la nostra coscienza è apposto, altrimenti nascono i sensi di colpa, e, incredibile, spesso questo avviene indipendentemente dalla cosa più importante: quanto diavolo effettivamente ci stiamo mettendo a dare gli esami!
Guardandomi intorno, ho osservato che questo confronto vale per la laurea, per il lavoro, per i fidanzati, per i matrimoni, per i figli, per i divorzi, insomma, direi che vale per un sacco di cose.
“si stanno sposando tutte le persone che conosco”
Ok, siamo nell’età giusta per sposarsi… ma…
“incredibile, quest’anno si stanno lasciando tutte le coppie che conosco!”
Anche nell’età giusta per lasciarsi?
Mi domando cosa accada quando ci si affianchi ad un cavallo troppo veloce o troppo lento, rispetto al quale non riusciamo a mantenere il passo, perché troppo diverso dal nostro modo di procedere, e mi viene in mente che la cosa più semplice è cercarsi nei dintorni un cavallo che ci vada più a genio, così da riconquistare un po’ di tranquillità per un altro po’ di tempo…
Sfido chiunque a riflettere sulla propria cerchia di amici, quella più “intima”, e a trovare persone con un percorso di vita totalmente diverso dal proprio.
Come psicologa mi vengono in mente due cose:
la teoria del confronto sociale di Festinger, secondo la quale buona parte di ciò che pensiamo di noi stessi deriva da un confronto che facciamo con gli altri, per cui la nostra stessa identità e la nostra autostima, è condizionata da questo confronto, e, seconda cosa, l’euristica della disponibilità, un processo mentale automatico che porta erroneamente a pensare che una cosa sia vera semplicemente perché ci vengono in mente più esempi che confermano la nostra teoria piuttosto che esempi contrari.
Insomma, sia che la mia riflessione sui culi e i cavalli non sia il massimo dell’originalità perché Festinger aveva detto qualcosa di simile diversi anni orsono, sia che la mia teoria sia totalmente inattendibile a causa di una “scorciatoia del pensiero” che mi porta a pensare che la mia esperienza e quella delle persone che conosco sia l’esperienza di tutti, non ne esco molto bene… però che dire, l’idea dei culi e dei cavalli mi fa così sorridere che non sono riuscita a trattenermi dal condividerla!
E tu, sei culo o cavallo?
9 commenti:
Una volta sono stato a cavallo e ho notato che un cavallo non si ferma se deve fare la cacca. Questo vuol dire cacare in faccia alla gente che ti sta dietro e prendere la merda di quello davanti. Credo che il succo di questo discorso sia che o da una parte o dall'altra, c'e' sempre la merda.
Questa cosa mi fa riflettere.
Comunque questo post è fantastico! Lo linko sul mio schifo di sito.
bell'esempio dottoressina!!! Ma credi che qualcuno seguirebbe me!!?? Ah ah, non credo proprio!
Ciao Cara, un po' in ritardo ma trovo il tempo per risponderti solo ora.... vorrei inserire una riflessione in una parte del tuo discorso... di solito si tende a seguire i culi delle situazioni socialmente favorevoli (matrimonio, esami sostenuti etc..) ma si evitano i culi di chi si va a incasinare... anche perchè come si suol dire, a fare errori siamo bravi tutti, non importa seguire esempi!! Un abbracio N.B. I nostri culi si sono fatti compagnia per qualche anno universitario!!
Perdonami, ma a discapito della tua decennale esperienza universitaria... Gli errori di grammatica persistono.
Non so se sono un cavallo, anzi per te adesso probabilmente sarò solo una faccia dell'altro elemento della questione, però lungi da me fare perdere tempo con le lezioncine di grammatica (purtroppo sono solo indice dell'esperienza di studentessa-che-impartisce-ripetizioni) hai fatto una riflessione molto carina, anche se credo, un po' amara...
Non rassegnamoci all'inquadramento "culi-cavalli"... Siamo donne, cara! NOI la scelta ce l'abbiamo davanti tutti i giorni! Ricordiamocelo... :-D
A presto, spero per un altro tema!
Ma che bello, un sacco di commentini nel mio blog nuovo di pacco! sono commosa :D
Leo: picci tesor, com'è che si finisce sempre a parlare di cacca, in un modo o nell'altro?
Lore: se qualcuno si mette a seguire il tuo culo, lo fa a suo rischio e pericolo!
Reneé: carissima compagna di disavventure, la tua puntualizzazione mi fa riflettere... sono parzialmente d'accordo, nel senso che sicuramente i confronti positivi sono più stimolanti di quelli negativi, ma non escluderei questi ultimi a priori... a volte le persone aspettano semplicemente che qualcun altro commetta qualche errore, così da sentirsi maggiormente giustificate a commetterli a loro volta... mi viene in mente il meccanismo della riprova sociale: quante più persone si comportano in un determinato modo, positivo o negativo che sia, tanto più ci si sente leggittimati a comportarsi ugualmente... lascio aperta la discussione!!!
Anonima: mi fa molto piacere aver suscitato l'interesse di qualcuno al di fuori delle persone che mi conoscono personalmente, dopo soli tre giorni dall'apertura del mio blog: che abbia prodotto critiche o meno, è evidente che non è passato inosservato ;)
A questo proposito, ti chiederei gentilmente di indicarmi gli errori grammaticali presenti, così che possa provvedere, nel caso, a correggerli (non si finisce mai di imparare, che meraviglia!). Aggiungo solo alcune precisazioni:
- il riferimento alla mia esperienza decennale all'università era ironico... immagino non sia una cosa evidente per chi non mi conosce personalmente (perché noi non ci conosciamo, vero?), quindi lo chiarisco
- le mie riflessioni difficilmente sono miele e zucchero: trovo un discreto divertimento nello scoprire i meccanismi che guidano le azioni delle persone, ed difficilmente queste scoperte sono dolci
- non capisco la tua ultima affermazione sull’essere donne, mi piacerebbe capirla meglio: puoi spiegarmi?
L'hai scritto per caso riferendoti a qualcun'altro questo paragrafo del blog?!!
Pi, ma se mi sento più ronzone che cavallo è normale o devo dormire di più la notte? O_O
mettici un po' di tabacco nei fistioni.
i purini non li reggi più.
ahahahahah
Il problema, Filippo, è che sono così da lucida! :D
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