venerdì 27 giugno 2008

La bambina

Qualcuno (più d’uno in realtà), mi ha tacciato di adolescente. Anche di infante, se vogliamo esser sinceri.
Sarà perché dimostro 15 anni, perché nel tempo libero faccio le acrobazie come i bambini di 7, vedo i telefilm come le liceali e perché a 28 anni continuo a studiare?

Chissà.

Non ho mai desiderato ardentemente crescere. Ok, sì, a 15 anni tentavo di spacciarmi per 18enne - anche se all’epoca era già tanto se riuscivo a convincere gli altri che ne avevo realmente 15 e non facevo ancora le elementari - ho pregato che finalmente queste maledette tette crescessero ed ho paura che ormai dovrò demordere… ma in linea di massima, non mi è mai piaciuta particolarmente l’idea di “diventare grande”, assumermi le mie responsabilità, affrontare i conflitti della vita quotidiana..

nnnah, non è roba per me.

Un po’ la mia autostima risente di questo etichettamento che comincia a convincere pure me.

E’ ora che tu abbandoni l’adolescenza! Il mondo degli adulti ha regole diverse da quello dei bambini e se vuoi farne parte devi rispettarle!

Sì, ma che palle.
E’ così maledettamente divertente ruzzare, essere ingenui, prendere con leggerezza le avversità, ridere quando tutti intorno sono dannatamente seri.
Non mi drogo, non fumo e non bevo. Non uso alcun palliativo “adulto” per fuggire dalla noia quotidiana.
Preferisco mantenermi bambina. Se devo scegliere tra l’essere un’adolescente felice o un’adulta depressa, beh, scelgo la prima.
Arriverà anche il momento di crescere.. ma almeno, quando arriverà, mi troverà col sorriso.

E ora basta scrivere stronzate, devo fare un livello col mago bloodelf, così al 70 mi compro l’equipaggiamento viola e spacco il culo a qualche ally.

martedì 17 giugno 2008

Culi e Cavalli

Sotto richiesta del mio picci, scrivo questo post, anche se al momento non so bene come fare affinché non vengano fuori una serie di parole senza senso.
Ci proviamo.
Prendo spunto dalla recente conversazione avuta con Leo, che mi aggiorna sui suoi amici:
“Sai la Vale di Luca?”
“E’ incinta” lo precedo io
“Come hai fatto ad indovinare?”
Piuttosto facile: un gruppo di 4 coppie di amici, a ruota si sono sposati, a distanza di un anno l’una dall’altra, e adesso è la volta dei figli, sempre a ruota, a distanza di un anno una coppia dall’altra.
Avete presente le gite a cavallo, quelle nelle quali un gruppo di persone (che si conoscano o meno) salgono su dei cavalli addestrati e fanno un’allegra scampagnata?
Io le adoro. I cavalli stanno tutti in fila indiana, il primo guida la fila, gli altri non hanno bisogno che qualcuno controlli dove stanno andando: ogni cavallo segue il culo del cavallo che ha davanti.
A meno che uno dei cavalli non sia preso all’improvviso da un bisogno impellente, continuerà imperterrito a seguire il culo di quello davanti, noncurante di dove lo porti quest’ultimo. Oddio, in realtà a pensarci bene, anche nel caso di un bisogno impellente il cavallo continua a seguire la fila, dando un bruttissimo spettacolo a chi segue il suo culo..
Ho notato che questa caratteristica non è propria solo dei cavalli.
Studiando all’università (e ne ho un’esperienza quasi decennale) mi sono accorta che si tende a seguire il culo di qualche altro studente. Gli esami dati finiscono per essere confrontati con quanti esami ha dato il cavallo con cui stiamo studiando insieme: se siamo in pari la nostra coscienza è apposto, altrimenti nascono i sensi di colpa, e, incredibile, spesso questo avviene indipendentemente dalla cosa più importante: quanto diavolo effettivamente ci stiamo mettendo a dare gli esami!
Guardandomi intorno, ho osservato che questo confronto vale per la laurea, per il lavoro, per i fidanzati, per i matrimoni, per i figli, per i divorzi, insomma, direi che vale per un sacco di cose.
“si stanno sposando tutte le persone che conosco”
Ok, siamo nell’età giusta per sposarsi… ma…
“incredibile, quest’anno si stanno lasciando tutte le coppie che conosco!”
Anche nell’età giusta per lasciarsi?
Mi domando cosa accada quando ci si affianchi ad un cavallo troppo veloce o troppo lento, rispetto al quale non riusciamo a mantenere il passo, perché troppo diverso dal nostro modo di procedere, e mi viene in mente che la cosa più semplice è cercarsi nei dintorni un cavallo che ci vada più a genio, così da riconquistare un po’ di tranquillità per un altro po’ di tempo…
Sfido chiunque a riflettere sulla propria cerchia di amici, quella più “intima”, e a trovare persone con un percorso di vita totalmente diverso dal proprio.
Come psicologa mi vengono in mente due cose:
la teoria del confronto sociale di Festinger, secondo la quale buona parte di ciò che pensiamo di noi stessi deriva da un confronto che facciamo con gli altri, per cui la nostra stessa identità e la nostra autostima, è condizionata da questo confronto, e, seconda cosa, l’euristica della disponibilità, un processo mentale automatico che porta erroneamente a pensare che una cosa sia vera semplicemente perché ci vengono in mente più esempi che confermano la nostra teoria piuttosto che esempi contrari.
Insomma, sia che la mia riflessione sui culi e i cavalli non sia il massimo dell’originalità perché Festinger aveva detto qualcosa di simile diversi anni orsono, sia che la mia teoria sia totalmente inattendibile a causa di una “scorciatoia del pensiero” che mi porta a pensare che la mia esperienza e quella delle persone che conosco sia l’esperienza di tutti, non ne esco molto bene… però che dire, l’idea dei culi e dei cavalli mi fa così sorridere che non sono riuscita a trattenermi dal condividerla!
E tu, sei culo o cavallo?

Where do we go from here?

La questione “blog” è sempre stata spinosa per me..

Da una parte ho sempre guardato con una falsa presunzione di superiorità chi si diletta a raccontare i fatti propri ai quattro venti, mettendo in piazza particolari per lo più insignificanti della propria vita, dall’altra, la pettegola che c’è in me ha sempre scalciato per avere anche lei il suo piccolo spazio pubblico in cui vedere condivisi, criticati o semplicemente raccontati, i propri affari…

In questo gioco di forze era scontato chi avesse la meglio!

Quindi, lasciando libera la mia parte pettegola, apro anche io il mio blog. Si dia inizio alle danze!