A 30 anni tiro le prime somme sull’amore e l’innamoramento, due concetti che mi aleggiano nella testa da sempre e sui quali credo ognuno abbia una sua personalissima opinione e non esista una visione unica. Ecco qua la mia, chissà se rileggendola fra qualche decennio avrò da ridire.. io spero di sì, che la vita mi sorprenda in tante cose, anche sull’amore… anzi, soprattutto sull’amore, che credo sia il motore della nostra esistenza, ciò che ci rende meravigliosamente complicati e ci avvicina alla parte migliore che c’è dentro ognuno di noi.
Dopo questo immenso preambolo veniamo a noi, “sull’amore”….
Tirando le somme, sono giunta alla conclusione che ci siano due tipi di amore: l’innamoramento e l’Amore.
L’innamoramento è uno strano e affascinante meccanismo che scatta contro ogni volontà ed ogni buon senso, che ti fa partire il parasimpatico che scarica, fuori controllo, endorfina a palla, producendo quella meravigliosa droga endogena che ti inebria il cervello, ti imbambola i pensieri ed ha lo sconfinato potere di tramutare ogni cosa in oro… beh non proprio ogni cosa, quanto piuttosto l’oggetto amato, che riluccica, risplende di una patina di diamanti liquidi ed ha il profumo delle rose, il gusto della cioccolata e la consistenza del velluto. Il mondo scompare ed esiste solo la persona amata, isolata in una campana di cristallo che ne risalta ogni meraviglioso particolare e ti sfuoca la vista quando provi ad avvicinarti per osservarla meglio.
E’ una vera droga. Che ti fa toccare le stelle, ti fa sentire capace di imprese impossibili, di realizzare ogni tuo sogno, di superare ogni ostacolo.
Forse proprio perché affonda le radici nelle nostre mancanze che bruciano, che dolgono perché hanno sete di essere colmate, l’innamoramento ci inebria ogni senso.
Ma come ogni droga, alla lunga dà assuefazione. Così, nonostante non ti faccia più toccare il cielo con un dito non puoi nemmeno pensare di farne a meno. Allora sei disposto a tirare fuori il peggio di te per averne una dose, mosso dal terrore di poter perdere la persona amata. E allora rubi, inganni, uccidi, ti svendi per rimanerci aggrappato. E la sua presenza è necessaria per non farti cadere nell’oblio, nel terrore del vuoto, dell’abisso e della voragine che prima solo intuivi ma che adesso percepisci in ogni istante perché sono sempre stati dentro di te.
E ti illudi che questa droga sia necessaria per vivere e non ti accorgi che ti ammazza, ti rovina la vita nel momento in cui vivi solo in funzione di essa.
A 30 anni credo di poter dire di aver vissuto a pieno cosa significhi essere innamorati fino a morirne. A morire logorati da una droga che ormai non inebria più e dà solo dipendenza.
E poi c’è l’Amore.
Che è tutta un’altra storia. Che non è manco lontano parente dell’innamoramento. Perché se l’innamoramento è la ciliegia, l’amore è la torta, se l’innamoramento è il sorriso, l’amore è la gioia, se l’innamoramento è l’adrenalina, l’amore è l’aria che ti serve per vivere.
L’amore non luccica, l’amore riscalda. Non è la vernice sopra lo sporco, l’amore è la cura. L’amore non ti fa scegliere il male per una dose, l’amore ti fa scegliere ciò che è difficile ma necessario. L’amore è il mattoncino alla base della casa, è la forza che ti fa sentire migliore, completo, felice anche nella malinconia. L’amore lo senti, perché ti rende ricco nel momento in cui doni. E’ ciò che ti rende completo senza la brama dell’altro. E’ ciò che ti fa scegliere l’altro anche per i suoi difetti, specialmente per quelli. L’amore moltiplica in modo esponenziale. E’ la forza che ti fa scalare la montagna e che ti fa guardare indietro con orgoglio e gioia. L’amore non distorce l’altro, lo spoglia. Lo spoglia delle corazze lucenti e lo accudisce una volta che è nudo. L’amore non ti fa sentire vulnerabile, ti fa sentire forte. Ti fa crescere i muscoli con la fatica. L’amore è l’energia che ti fa vivere e che ti fa sentire vivo, non per un attimo, ma in ogni attimo.
Sono contenta di aver conosciuto entrambi e non vedo l’ora di sorprendermi, giorno dopo giorno, sull’amore.